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Pride

  • Titolo originale: Pride
  • Paese: Regno Unito
  • Anno: 2014
  • Regia: Matthew Warchus
  • Genere: Commedia
  • Durata: 120 min.
  • Cast: B. Nighy (Cliff), D. West (Jonathan Blake), B. Schnetzer (Mark Ashton), I. Staunton (Hefina Headon), A. Scott (Gethin Roberts), G. MacKay (Joe Cooper)
  • Sceneggiatura: S. Beresford
  • Soundtrack: C. Nightingale
  • Fotografia: T. Radcliffe
  • Montaggio: M. Oliver
  • Distribuzione: Teodora Film
  • Uscita in sala: 11.12.14
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Negli anni 80, un gruppo di attivisti gay sostiene lo sciopero dei minatori gallesi. Un incontro conflittuale che sfocia inaspettatamente in una straordinaria storia di solidarietà.
  • Voto redazione:
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(4 Voti)

Scritto da Alessio Rocco

Quando fai una battaglia contro un nemico tanto più grande di te, scoprire di avere un amico di cui non conoscevi l'esistenza è la più bella sensazione del mondo.

 

1984, Inghilterra, siamo in piena era Margaret Thatcher: durante lo sciopero dei minatori inglesi, degli attivisti del movimento gay decidono di raccogliere fondi per gli scioperanti del Galles. I minatori, però, accolgono con diffidenza l’iniziativa, considerando il sostegno di lesbiche e gay inopportuno e imbarazzante. L’incontro fra i due mondi è difficile, ma si trasformerà in un’entusiasmante storia di solidarietà e amicizia.

 

Pride si è già portato a casa un premio a Cannes, e sta facendo registrare ottimi incassi (considerando la media spettatori per copia) dopo essere stato elogiato da fonti illustri come il Times. E in effetti il film di Matthew Warchus vince su più fronti.
 

Innanzitutto, la volontà di trasporre una vicenda che sembra nata per essere portata sul grande schermo, nonostante le premesse presentassero comunque degli ostacoli. La trama infatti potrebbe far pensare a qualcosa di sdolcinato, zuccheroso. L’happy ending è annunciato (la prevedibilità dello script è forse il difetto più grossolano del film) e i toni della commedia sono spesso del tutto padroni del campo rispetto alle sfumature drammatiche. Tuttavia, Pride ha una grande forza, che non deriva dalla facile commozione, bensì dalla semplice verità storica delle forze in gioco. Se si contestualizza bene la vicenda, si capirà che la parola chiave del film è una sola: lotta, disperata e necessaria lotta che anima i due schieramenti protagonisti, solidali l’uno con l’altro, uniti nella più grande delle difficoltà sociali, la tanto attuale perdita del lavoro.
 

Alla luce di questo tema, come detto attualissimo, il film di Warchus fa anche riflettere. Sottolineare l’importanza del valore della solidarietà può sembrare banale, ma sta di fatto che la storia spesso non riesce a insegnarci nulla: ancora oggi, nei momenti difficili, ci si sbrana senza pietà. Inevitabile quindi che questo piccolo grande racconto suoni come una ventata di freschezza, figlia di anni tanto complessi e controversi quanto ispiranti e vitali.
 

Non meno importante è l’ottimo impatto estetico del film, fatto di colori sgargianti e splendide ricostruzioni scenografiche. Gli attori poi, capitanati da vecchie volpi come Bill Nighy e Imelda Staunton (la perfida Dolores Umbridge dei film su Harry Potter), sono per la maggior parte sconosciuti al grande pubblico (la produzione fa parte del cinema indipendente britannico) ma tutti perfettamente simpatici e credibili.
 

Comunque, andando al soldo, Pride è un film molto divertente, che racconta cose importanti senza appesantirle, e facendo trasparire uno spirito vincente e ottimista di cui sentiamo profondamente il bisogno. In periodo di feste la commedia va molto di moda: qui si va sul sicuro, con un ottimo compromesso di risate e spessore tematico. Non perdetelo, a maggior ragione se vi era piaciuto quel piccolo capolavoro di I love radio rock.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Alessio Rocco

6½ 

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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