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Il sale della terra

  • Titolo originale: The Salt of the Earth
  • Paese: Brasile, Italia, Francia
  • Anno: 2014
  • Regia: Juliano Ribeiro Salgado, Wim Wenders
  • Genere: Biografico, Documentario
  • Durata: 110 min.
  • Cast: S. Salgado (Se stesso), W Wenders (Narratore), J. R. Salgado (Narratore), H. Barbier (Se stesso), J. Barthélémy (Se stesso), L. W. Salgado (Se stessa, moglie e collaboratrice di Sebastião)
  • Sceneggiatura: W. Wenders, J. R. Salgado
  • Soundtrack: L. Petitgand
  • Fotografia: H. Barbier, J. R. Salgado
  • Montaggio: M. Goedicke, R. Myers
  • Distribuzione: Officine UBU
  • Uscita in sala: 23.10.14
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Il fotografo Sebastiao Salgado ha viaggiato in tutto il mondo per quarant'anni, realizzando splendidi ritratti fotografici dell'universo che ci circonda. Il suo ultimo progetto fotografico lo porta in territori inospitali e apparentemente desolati, alla costante ricerca della bellezza.
  • Voto redazione:
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(7 Voti)

Scritto da Alessio Rocco

Quello che voglio è che il mondo ricordi i problemi e la gente che fotografo.

 

Il sale della terra è un documentario, genere considerato assai difficilmente fruibile. Quindi, per quanto possa sembrare banale, va innanzitutto sottolineata l'effettiva distribuzione del film in sala da parte della casa di distribuzione Officine Ubu. Un segno molto positivo per il nostro mercato. E la scelta distributiva si è dimostrata decisamente azzeccata.
 

L'ultimo lavoro del grande regista Wim Wenders racconta vita e opere del fotografo brasiliano Sebastiao Salgado, attraverso uno slideshow del suo lavoro arricchito dal fondamentale commento dell'autore. Ripercorriamo così la vita di Salgado fino a quando da promettente economista, sostituisce la calcolatrice con una Leica 35mm.
 

Chi conosce Salgado probabilmente non troverà nulla di nuovo, ma rimarrà comunque soddisfatto dinnanzi al sapiente e coinvolgente montaggio di Wenders. Chi invece non ne sapeva nulla, rimarrà facilmente folgorato, o quantomeno scosso, dalla potenza della sua opera fotografica. Un lavoro di grandissimo spessore umano che lo ha portato a viaggiare ovunque nel mondo, privilegiando Africa e Sud America. Le sue riflessioni sulla condizione umana e sulla natura fanno un figurone sul grande schermo.
 

Se volessimo trovare una pecca, questa potrebbe essere individuata nel buonismo del regista nei confronti di Salgado, perché a tratti si avverte la mancanza di un punto di vista diverso sulla sua opera. Se non una critica, almeno una sfumatura o un altro lato della medaglia non avrebbero intaccato la bellezza e la potenza del messaggio di questa straordinaria persona.
 

Ma sarebbe ingeneroso concentrarsi su questo. Al di la delle possibili interpretazioni su tutto il lavoro di Salgado, l'aspetto più interessante sono le interviste in cui egli sviscera la sua anima. La location delle interviste, una camera oscura, è già di per se estremamente suggestiva e Wenders contribuisce a renderla magica attraverso giochi di luci e ombre.
 

Salgado è messo in primo piano, con disarmante umiltà e profonda saggezza. Si riconoscono nel suo volto i segni delle esperienze passate, di una vita stracolma di passioni, emozioni e anche terribili sofferenze: "Non avevo contratto malattie infettive, ma la mia anima era malata" dichiara dopo aver assistito a una terribile epidemia di colera.
  

Tutto ciò assume una valenza ancora maggiore se visto in quest'ottica: uno degli effetti potenzialmente negativi dell'era del digitale è la privazione dell'esperienza fisica in favore di un immagine su uno schermo. A volte sembra che per sapere cosa sia una favela o un campo profughi basti vedere una bombardata di immagini su google. Ma cosa rimane dopo un paio di click? Niente. Salgado invece è stato in quei luoghi e ne porta i segni: li ha studiati, visitati, documentati, e, in una parola, vissuti. E' stato li, si è immerso completamente in quei posti, ed è riuscito a regalarcene l'essenza attraverso la sua magnifica arte.

  

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Alessio Rocco

7

 

Alessia Paris

6½

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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