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Mommy

  • Titolo originale: Mommy
  • Paese: Canada
  • Anno: 2014
  • Regia: Xavier Dolan
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 134 min.
  • Cast: A. Dorval (Diane “Die” Després), A.-O. Pilon (Steve O’Connor Després), S. Clément (Kyla), A. Goyette (Patrick), P. Huard (Paul Béliveau), V. Pacal (Marthe), N. Hamel (Natacha), M. Lituac (direttrice del centro rieducativo), P.-Y. Cardinal (personale dell’ospedale psichiatrico)
  • Sceneggiatura: X. Dolan
  • Soundtrack: Noia
  • Fotografia: A. Turpin
  • Montaggio: X. Dolan
  • Distribuzione: Good Films
  • Uscita in sala: 04.12.14
  • Visione in v.o.: Consigliata assolutamente
  • Trama: Una vedova sola e madre eredita la custodia di suo figlio, un adolescente affetto di ADHD impulsivo e violento. Al cuore delle loro sfuriate e delle difficoltà cercano di far quadrare i conti, grazie all’aiuto inaspettato de l’enigmatica vicina di casa, Kyla. Tutti e tre ritrovano una forma di equilibrio e, presto, di speranza.
  • Voto redazione: 8
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(4 Voti)

Scritto da Camille Tancrède

Gli scettici saranno confusi

 

Ultimo film di Xavier Dolan, giovane regista “québécois” (ossia canadese) Mommy è stato presentato durante il Festival di Cannes 2014, in cui è stato applaudito sia durante la proiezione sia nell'"ovation" di 12 minuti che ha seguito la fine del film. La logica conseguenza è stato il Premio della Giuria in ex eaquo con Adieu au language di Jean Luc-Godard
 

In un Canada fittizio una legge chiamata “S-14”, votata dal Parlamento, dà la possibilità alle famiglie di trasferire la podestà sui figli allo Stato che deve occuparsi della loro educazione. Una madre vedova, Diane, si ritrova a doversi occupare del figlio Steve malato di ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e d' iperattività), colpevole di aver dato fuoco al centro educativo in cui risiedeva. Tornano quindi a vivere insieme nella periferia di Montréal ma la coabitazione non è idilliaca sia per il comportamento del figlio ma anche per il licenziamento di Diane dal posto di lavoro. Durante questo periodo faranno la conoscenza di Kyla, una misteriosa vicina di casa balbuziente a causa di un dramma di cui lo spettatore non conosce la natura e che l’ha spinta a prendere un anno sabatico. Il trio così composto cerca di aiutarsi a vicenda per superare le avversità della vita.
 

Dolan conferma la sua maestria dietro la macchina da presa. Una fotografia splendida condita con primi piani in controluce e circondata da un’atmosfera calda al confine tra il tramonto e l’autunno che ricorda il Québec. Tipica di Dolan ma atipica del cinema è l’inquadratura 1:1, già presente nelle precedenti pellicole. Grazie a questa inquadratura, i personaggi sono in primo piano focalizzando la storia su di loro e rendendo superfluo quello che li circonda. I notevoli passaggi in 16:9, come quando Steve in primo piano mentre fa skateboard ascoltando la musica allarga le braccia come per aprire un mondo, permettono di apprezzare il lavoro meticoloso del regista. Possiamo forse intravedere in questi passaggi di apertura un momento di gioia e di tranquillità dei protagonisti, mentre l’inquadratura 1:1 è sinonimo di una sensazione chiusa, ristretta, angosciante. La colonna sonora, scelta operata secondo i gusti di Dolan, si abbina bene al film.
 

La recitazione eccezionale degli attori rende l’esperienza reale. Anne Dorval, già conosciuta per il suo ruolo nella serie comica canadese Le coeur à ses raisons (che consiglio assolutamente di guardare), richiamata da Dolan conferma la sua bravura in tutti i ruoli e Suzanne Clément, anch’essa richiamata da Dolan non è da meno. Una menzione particolare va a Antoine-Olivier Pilon che recita in una maniera talmente “bluffante” (sensazionale) e realistica da non poter lasciare indifferenti. Grazie a questa recitazione il contatto con i personaggi diventa istintivo, tale da renderli autentici. Altro aspetto di notevole importanza riguardo alla recitazione è l’uso del dialetto “joual” (dialetto del Québec), difficilissimo da capire per un francese stesso, ma comprensibile grazie ai sottotitoli in francese (e inglese nella versione inglese) inseriti direttamente da Dolan stesso.
 

Cos’altro aggiungere? Mommy è un bellissimo film, emozionante, in cui la storia d’amore tra una madre e suo figlio riesce a monopolizzare le nostre emozioni per più di due ore. E pensare che il regista ha solo 25 anni…

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Camille Tancrède

 

Alessia Paris

Greta Colli

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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