NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

The Grand Budapest Hotel

  • Titolo originale: The Grand Budapest Hotel
  • Paese: Inghilterra
  • Anno: 2014
  • Regia: Wes Anderson
  • Genere: Commedia
  • Durata: 100 min.
  • Cast: R. Fiennes (M. Gustave), F. Murray Abraham (Mr. Moustafa), M. Amalric (Serge X.), A. Brody (Dmitri), W. Dafoe (Jopling), J. Goldblum (Deputy Kovacs), H. Keitel (Ludwig), J. Law (Young Writer), B. Murray (M. Ivan), E. Norton (Henckels 45), S. Ronan (Agatha), J. Schwartzman (M. Jean), L. Seydoux (Clotilde), T. Swinton (Madame D.), T. Wilkinson (Author), O. Wilson (M. Chuck)
  • Sceneggiatura: W. Anderson
  • Soundtrack: A. Desplat
  • Fotografia: R. Yeoman
  • Montaggio: B. Pilling
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Uscita in sala: 10.04.14
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Una storia d'amicizia tra il consierge di uno dei più famosi hotel d'Europa, il Grand Budapest Hotel e il suo lobby boy. La misteriosa morte dell'ottantaquattrenne Madame D, porterà alla strana coppia effetti a dir poco sorprendenti.
  • Voto redazione: 6+
Vota il film:
(1 Vota)

Scritto da Greta Colli

- A proposito, a letto era esplosiva!
- Aveva 84 anni!
- Ne ho avute di più vecchie.


Primo film in concorso alla 64esima edizione del Festival di Berlino, The Grand Budapest Hotel riceve applausi insonorizzati e qualche flebile risata. Un film in stile Anderson che racconta una storia basata su tre livelli, descritta da diverse figure narrative.  Si comincia negli anni ‘80, dove troviamo lo scrittore del libro The Grand Budapest Hotel”; si continua a ritroso con l’incontro tra il giovane scrittore (Jude Law) e il personaggio Zero Mustafa interpretato da F. Murray Abaham; per finire nel 1934 vero momento descrittivo della storia, con ambientazione uno spazio onirico caramellato: il ben confezionato Grand Budapest Hotel.
 

Il consierge Monsieur Gustave (Ralph Fiennes) del Grand Budapest Hotel è un uomo per bene che ama il suo lavoro e ha un debole per le signore anziane, preferibilmente bionde. “Non c’è niente di meglio che far passare dei bei momenti a persone che non hanno più molto tempo davanti a loro” – dice – e allora ogni donna ricca e sposata che passa per il Budapest Hotel si ritrova in una suite a deliziare le sue ore in compagnia di Monsieur Gustave. Tra le tante fiamme senili, incontriamo una Tilda Swinton visibilmente invecchiata che alla tenera età di 84 anni non si vergogna ad ammettere di essere innamorata del tanto conteso Casanova. La donna confessa di sentirsi vicina alla morte e nemmeno il conforto dell’amante riesce a calmarla. Un presagio che ha del vero, difatti pochi giorni dopo uscirà sul giornale la notizia dell’assassinio di Madame D. Da questo fatto scaturiranno una serie di eventi che porteranno il film a contorcersi su se stesso fino a creare un vortice di situazioni comiche ed esilaranti. E tra dita mozzate e gatti lanciati dalla finestra, si assiste alla nascita di una forte amicizia tra Monsiur Gustave e il suo lobby boy,  Zero Mustafa. “Perché vuoi lavorare al Grand Budapest Hotel?” - “Perché questo posto è un’istituzione” - “Ottima risposta ragazzo”.  

L’aggettivo che mi viene da usare per questo film è “simpatico” ma non eccezionale. Stile inconfondibile non c’è che dire ma l’intoppo riscontrato è che proprio per la peculiarità dello stile registico si corre il rischio di rimanere intrappolati in un déjà vu, non trovando questa volta una via d’uscita utile al racconto. Wes Anderson conosce i suoi limiti e forse proprio con questo film li apprendiamo anche noi, accorgendoci di fin troppe similitudini con il precedente Moonrise Kingdom. Similitudini che superano lo stile per diventare immagini già viste. Niente da dire sugli attori che sanno interpretare al meglio i propri personaggi, tanti nomi famosi per qualche secondo sullo schermo, ma senza un contorno adeguato ne fuoriescono solo molte cartoline profumate e impacchettate, tipiche dello stile Andersiano. Colori sbiaditi, posizioni perfette, tutto calcolato secondo un piano ben studiato ma che, mancando di sostanza, rimane solo un bel quadro da guardare.
 

Voti della redazione

Media voti Cinema Bendato

Alessia Paris

 

Greta Colli

6+

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

  

» ideals

 


Togliamo le bende al cinema.

Togliamoci le bende.

» sponsor



 
    

 

 

 

 

» about

 

Cinema Bendato

Manifesto

Redazione

Facebook

Twitter

Credits

Link

 

Contattaci

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.