NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il capitale umano

  • Titolo originale: Il Capitale Umano
  • Paese: Italia
  • Anno: 2013
  • Regia: Paolo Virzì
  • Genere: Thriller, Noir
  • Durata: 109 min.
  • Cast: V. Bruni Tedeschi (Carla Bernaschi), F. Bentivoglio (Dino Ossola), V. Golino (Roberta Morelli), F. Gifuni (Giovanni Bernaschi), L. Lo Cascio (Donato Russomanno), G. Anzaldo (Luca Ambrosini), M. Gioli (Serena Ossola), G. Pinelli (Massimiliano Bernaschi), G. Alberti (Giampi), B. Storti (l’ispettore)
  • Sceneggiatura: F. Bruni, F. Piccolo, P. Virzì
  • Soundtrack: C. Virzì
  • Fotografia: J. Alméras
  • Montaggio: C. Zanuso
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Uscita in sala: 09.01.14
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: La vicenda comincia una notte, sulla provinciale di una città della Brianza, alla vigilia di Natale, con un ciclista investito da un Suv. Che cosa è successo esattamente? L’unica cosa certa è che questo incidente cambierà il destino di due famiglie, quella di Giovanni Bernaschi, top rider della finanza, e quella di Dino Ossola, ambizioso immobiliarista sull'orlo del fallimento. E forse potrebbe cambiare per sempre anche la vita di qualcuno che con quelle smanie di arricchimento non c'entrava niente.
  • Voto redazione: 7
Vota il film:
(3 Voti)

Scritto da Roberta Buttarazzi

Avete scommesso sulla rovina di questo paese. E avete vinto.

 

Elegante e moderno, tanto americano, come l'autore del romanzo (S. Amidon, ndr.), quanto italiano, come il creatore dell'opera filmica, questo noir, vestito da thriller, è l’audace affresco di uno spaccato decisamente attuale della società "alto-locata e non" residente in un’Italia del nord firmata Virzì.


Inaspettatamente ben "traslocato" dal Connecticut alla Brianza dei "villoni con piscine e campi da tennis", questo film ci presenta vita e dinamiche di un gruppo di borghesi tanto vuoti quanto pieni di denaro, di cui si avverte quasi l'odore (o la puzza). Temi quali la competizione e il rispetto, l’amore e la droga, il guadagno e la perdita, si muovono tutti amalgamati attorno a un avvenimento: nella notte un pirata della strada ha investito – e ucciso – un ciclista. Un omicidio. "Sbem!".


Ciò che più gioca con l'attenzione del pubblico, solleticandola e appassionandola, è la possibilità di spiare (in senso letterale!) i vissuti di tre personaggi, scelti con cura, che, inconsapevolmente, hanno messo i piedi nella stessa vicenda. Così il film si sviluppa in un’articolazione di quattro capitoli. Ciascuno porta il nome del suo protagonista. "Dino", "Carla" e "Serena"... Quei famosi tre di cui sopra. E in fine "Il capitale umano".


Un film che se nella struttura ci ricorda un più complesso Elephant (Gus Van Sant, ndr.), in sala ci costringe (o piuttosto ci concede) di trascorrere una stessa giornata più volte, attraverso corpi – occhi, voci, ruoli – differenti. Così, quando all'inizio della proiezione siamo persuasi di poter ignorare un personaggio secondario, ecco che questo diventa il nostro nuovo – effettivo – protagonista nell'episodio successivo. Entriamo in casa sua, quella casa che per noi era destinata a non contenere alcunché di rilevante e che, invece, all'improvviso diventa la nostra nuova dimora, il nuovo contenitore di "dettagli importanti".
 

Al terzo capitolo, avvantaggiati dall’esperienza precedente, sappiamo di avere davanti a noi un ulteriore centro, un altro arco di crescita temporale cui dobbiamo prestare attenzione. Così scopriamo che le scene su cui ci siamo appena soffermati non sono altro che il backstage delle scene successive. Siamo frustrati ogni volta che arriviamo alla non-conclusione di un capitolo ma scopriamo che quel finale mancato in realtà è necessario e per di più colmato dai movimenti e dalle intenzioni del capitolo seguente. Siamo incuriositi (ecco un’altra vita in cui poter ficcare il naso!). E, soprattutto, sentiamo che ci stiamo sempre più avvicinando al famigerato assassino. La nostra sete non vede l’ora di essere placata.
 

Quindi, costantemente, cambiamo idea e lo facciamo con piacere tanto è piacevole la naturalezza con cui gli eventi emergono, si ribaltano, si ribellano, prendono il posto degli eventi degli “altri”, quelli di prima, quelli di cui “sappiamo di non sapere abbastanza”. E' un arricchimento continuo, in un meraviglioso climax ascendente che garantisce l'arrivo al traguardo. E, spettatori lecitamente egocentrici, abbiamo la sensazione che saremo i primi.
 

Il dramma insito nel plot è raffinatamente accompagnato da una mano ironica e fresca. La scelta del cast è lampante: attori (tutti!) meravigliosi dai ruoli più importanti a quelli marginali, mai sottovalutati dal regista che ha osato reclutare un “azzeccatissimo” Lo Cascio per la parte del “professorino di storia del teatro”. Per l’assoluta credibilità di tutti (e ripeto tutti!) gli attori – alla luce del debutto dei più giovani (Gioli e Pinelli) – e per aver saputo ri-cucire, Virzì, una trama del tutto americana, collocandola e radicandola nel nostro paese in maniera affatto dozzinale, il mio voto è 7: ricordo con sincera gioia che quest’opera è un green movie (per la realizzazione del film è stata ridotta del 75% l’emissione di anidride carbonica, ndr.).

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Roberta Buttarazzi

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

 

» ideals

 


Togliamo le bende al cinema.

Togliamoci le bende.

» sponsor



 
    

 

 

 

 

» about

 

Cinema Bendato

Manifesto

Redazione

Facebook

Twitter

Credits

Link

 

Contattaci

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.