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Interstellar

  • Titolo originale: Interstellar
  • Paese: Regno Unito, U.S.A
  • Anno: 2014
  • Regia: Christopher Nolan
  • Genere: Fantascienza
  • Durata: 169 min.
  • Cast: M. McConaughey (Cooper), A. Hathaway (Amelia Brand), J. Chastain (Murph), M. Foy (Murph da bambina), M. Caine (Professor Brand), J. Lithgow (Donald), C. Afflek (Tom), W. Bentley (Doyle), D. Oyelowo (il Principale), M. Damon (Dottor Mann), T. Grace (Getty), E. Burstyn (Murph da vecchia)
  • Sceneggiatura: J. Nolan, C. Nolan, K. Thorne
  • Soundtrack: H. Zimmer
  • Fotografia: H. Van Hoytema
  • Montaggio: L. Smith
  • Distribuzione: Warner Bros. Pictures
  • Uscita in sala: 06.11.14
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: n un futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico ha colpito duramente l'agricoltura. Un gruppo di scienziati, sfruttando un "whormhole" per superare le limitazioni fisiche del viaggio spaziale e coprire le immense distanze del viaggio interstellare, cercano di esplorare nuove dimensioni. Il granturco è l'unica coltivazione ancora in grado di crescere e loro sono intenzionati a trovare nuovi luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell'umanità.
  • Voto redazione: 7-
Vota il film:
(3 Voti)

Scritto da Roberta Buttarazzi

Tutti pronti a salutare il nostro sistema solare?

 

Allora, partiamo dal presupposto che non si tratta dell’opera magistralmente migliore di Nolan. Sostanzialmente è un gran “filmone”. Ma partiamo dall’inizio.
 

Abbiamo qui il regista e la sua “grandiosa” immaginazione. La fine del mondo è vicina, morale della favola: si va alla ricerca della “valle incantata” nello spazio oltre i confini del sistema solare con la speranza di trovare un degno surrogato del pianeta Terra dove portare – questa l’ambizione – la popolazione mondiale. Ecco che è stata così partorita una nuova ipotesi di struttura dell’Universo. Micidiale, se non fosse per il collasso narrativo in cui finisce il film – tanto per rimanere in tema – come in uno scontro fra nebulose.

E’ proprio fra gli orli della trama, che lo spazio planetario– con tutte le sue leggi astrofisiche – viene giustificato attraverso un escamotage banale e per certi versi intellettualmente offensivo. Eh si perché “a quanto pare” la forza che regola l’universo, la chiave della salvezza, la risposta a tutti i nostri perché, l’ultimo segreto di Fatima e potrei andare avanti a oltranza, altro non è che l’amore.


Esattamente. Puah.
 

Non perché non si debba credere nell’amore. Se proprio vogliamo dirla tutta, in fondo, abbiamo a che fare con delle tematiche delicate e difficili, che nessuno riesce a spiegarsi per cui, fondamentalmente, ogni ipotesi è da considerarsi buona.
 

Ma, insomma, ci troviamo di fronte a una pellicola cinematografica: cinematograficamente vogliamo qualcosina di più.
 

La recitazione è hollywoodiana classica. McConaughey e compagnia bella – indubbiamente tutti con un eccellente curriculum – non si sono sprecati, conservando forse le energie per un futuro progetto più impegnativo a livello di performances. C’è però da dire che, effettivamente, per un film così, non era neanche necessario chissà quale sforzo attoriale.
 

Insomma, se non regge su una solida e credibile trama (purtroppo!), se non vince grazie a una straordinaria interpretazione, perché, alla luce del mio altissimo 7, è – sempre a mio avviso – un’opera che merita assolutamente di essere vista?
 

Al di là della curiosità intellettuale e cast stellare a parte, il film gode di un notevole punto di forza: ecco qui che – rullo di tamburi – si fanno valere abbondantemente le attesissime immagini, la scenografia, gli effetti speciali e sonori: su questi, davvero, è stato investito molto della genialità sia del regista che, soprattutto, del cast tecnico.
 

Sono questi gli elementi che in quanto a magnificenza non mancano nel film, anzi lo avvolgono completamente, lo invadono, lo orientano e disorientano. Detto in gergo romano, se lo mangiano.
 

Insomma peccato, perché il film tutto è visivamente una bomba. Fortissime le immagini del vuoto astronomico, dei nuovi mondi lontani anni luce, delle galassie. L’impatto in sala è notevole, specie se si gode di una proiezione su schermo IMax.
 

In conclusione, 7. Anche perché Nolan comunque, di nuovo, si è auto-messo in discussione cimentandosi in qualcosa di più grande – stellarmente parlando – di lui e di tutti noi. Apprezzabile.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Roberta Buttarazzi

7

 

Alessia Paris

6

Greta Colli

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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