NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il Grande Gatsby (1974)

  • Titolo originale: The Great Gatsby
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 1974
  • Regia: Jack Clayton
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 144 min.
  • Cast: R. Redford (Jay Gatsby), M. Farrow (Daisy), S. Waterston (Nick Carraway), B. Dern (Tom Buchanan), K. Black (Myrtle Wilson), S. Wilson (George B. Wilson)
  • Sceneggiatura: F. F. Coppola
  • Soundtrack: N. Riddle
  • Fotografia: D. Slocombe
  • Montaggio: T. Priestley
  • Distribuzione: n.p.
  • Uscita in sala: n.p.
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Nick Carraway è un modesto agente di borsa che affitta una piccola casa nella proprietà del ricchissimo Jay Gatsby che ogni settimana dà delle sontuose feste senza farsi mai vedere dagli invitati. Nick invece ha il piacere di conoscerlo poiché l’uomo è interessato a incontrarne la cugina, Daisy. Gatsby vuole infatti a tutti i costi riconquistare questa donna, oggi sposata e un tempo suo amore di gioventù.
  • Voto redazione: 6
Vota il film:
(4 Voti)

Scritto da Carlo Crotti

La terza versione cinematografica del capolavoro di Francis Scott Fitzgerarld e la più famosa prima del film evento di Luhrman.

 

Il regista inglese Jack Clayton si era fatto notare con Suspence, adattamento de Il giro di vite di Henry James ma è con Tutte le sere alle nove che attirò l’interesse di Steven Spielberg, e quindi della mecca di Hollywood, tanto da vedersi affidare, dopo non poche vicissitudini, l’adattamento di uno dei più amati e rischiosi classici della letteratura americana, Il Grande Gatsby. La sceneggiatura, inizialmente affidata a Truman Capote passò poi a Francis Ford Coppola, il quale in seguito dichiarò che in realtà il regista si curò ben poco del suo lavoro.


Mia Farrow fu una delle prime scelte per il ruolo di Daisy, mentre trovare Gatsby non fu un’impresa facile, anche se oggigiorno la scelta di Robert Redford pare la più ovvia: sex symbol e attore in grado di combinare qualità e successo commerciale, sulla carta è perfetto. Eppure il suo complicato, ambiguo, centrale personaggio, uno dei più leggendari della letteratura statunitense, ne esce sbiadito. La colpa è anche, se non soprattutto, nella sceneggiatura e nella regia, che non riescono a fare di Gatsby l’eroe degno della sua fama perché incapace di trasmettere l’immenso sentimento che lo governa.


Lo spettatore fatica a credere al suo grande amore per Daisy, anche perché in fondo questa relazione così importante viene sbrigata in poche scene. Perfino le innumerevoli feste e la presentazione del narratore-testimone sembrano rubare tempo prezioso alla grande storia d’amore di Gatsby, che irrompe quasi a metà film, dopo l’altra storia d’amore del film, quella tra Tom e Myrtle.


Un film freddo insomma, incapace di restituire il respiro del romanzo: questo fu anche il verdetto della maggior parte della stampa, a parte un critico d’eccezione come Tennessee Williams che preferì il film al romanzo.  Attesissimo, la pellicola conobbe comunque un grande successo al botteghino e fu apprezzato per la confezione impeccabile, ma oggi rimane l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile adattare sullo schermo Fitzgerald: da L’ultima volta che vidi Parigi (1954, Richard Brooks, con Elizabeth Taylor) a Gli Ultimi fuochi (1976, di Elia Kazan con Robert De Niro) gli adattamenti dello scrittore sono risultate megaproduzioni curatissime ma poco emozionanti.


Così l’elemento probabilmente migliore del film rimane l’ambientazione nella meravigliosa villa di Gatsby che è in realtà ottenuta mescolando le riprese di due ville nel Rhode Island, mentre gli interni furono girati, per l’irrevocabile volere del regista, nei Pinewood Studios inglesi.


Costumi sgargianti, musiche perfette, fotografia patinatissima: un bellissimo e sontuoso involucro che si rivela vuoto come il mondo che Fitzgerald voleva criticare. Peccato che egli volesse suggerire che dietro a quel luccichio si nascondeva un uomo innamorato e talmente ingenuo da risultare fuori dal tempo.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Carlo Crotti

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

 

» ideals

 


Togliamo le bende al cinema.

Togliamoci le bende.

» sponsor



 
    

 

 

 

 

» about

 

Cinema Bendato

Manifesto

Redazione

Facebook

Twitter

Credits

Link

 

Contattaci

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.